RIO PIOVENSAN E RIO RUL

Caratteristiche tecniche: lunghezza km. 10  tempo di viaggio 1 ora e mezza

QUALCHE SCATTO QUA E LA'

IL RIO PIOVENSAN

 

Si tratta di un corso d’acqua lungo poco più di 3,5 km che nasce nelle campagne a nord di via Ospedale Provinciale ai confini tra i comuni di Carbonera, Treviso e Villorba (siamo non molto lontano dall’ingresso del Parco dello Storga). Snoda il suo percorso in direzione sud entrando nel comune di Carbonera e chiudendo la sua corsa nelle campagne a sud di Carbonera (località vicolo Tiepolo) e immettendosi quindi lì nel fiume Melma.

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Il nostro viaggio parte allora da Via Ospedale Provinciale, grosso modo ove vi è il cartello stradale che indica l’inizio del territorio geografico di Carbonera. È qui che incontriamo le prime tracce del Rio Piovensan.
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Andiamo avanti sulla strada in direzione est.
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Pedaliamo per 500 metri sino a giungere a girare a destra in via Biban. Pedaliamo per 900 metri circa sino ad entrare a destra su via Piovensan.
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Circa 200 metri più avanti da un ponte un nuovo incontro con il Rio.
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Torniamo sui nostri passi e tornando indietro sulla via poco dopo riprendiamo via Isola di Pago. Teniamo la destra. Circa 150 metri più avanti andiamo ancora a destra. Procediamo per circa 300 metri. Ora da un ponte ecco di nuovo il Rio.
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Poco oltre sulla sinistra della strada, una villa!
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Torniamo sui nostri passi e prendiamo a destra via Don Giovanni Minzoni. Pedaliamo per 250 metri e quindi nuovamente a destra in vicolo Tentori. Pedaliamo per 300 metri circa e quindi a destra in via Giorgione. Pedaliamo per circa 100 metri ed ecco alla nostra destra l’ingresso per il Parco degli Alpini, luogo sereno e dove ci si può eventualmente rifornire d’acqua.
 

IL PARCO DEGLI ALPINI

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Usciamo dal parco e teniamo la destra ora. Dopo circa 100 metri siamo in via Primo Maggio. Siamo praticamente a Carbonera.
 

CARBONERA

Carbonera è il primo comune a nord-est di Treviso La linea di fondo dello stemma del Comune ricorda la grande Via Claudia Augusta Altinate tracciata da Altino al Danubio e che attraversava nei tempi romani (anche se oggi sopravvive appena il ricordo con qualche traccia a Mignagola e Vascon) da sud a nord l’intero territorio di Carbonera. Quando il Veneto divenne parte dell’impero romano, furono costruite nuove strade romane e alcune passavano per il Comune di Carbonera. Il nome può avere varie origini. Il nome di Carbonera avrebbe origine pre-romana e significa terra paludosa, torbosa e boscosa. Un tempo si dicevano -carbonere- certe parti di fortificazioni di castelli, dove si conservava il carbone per il lavoro dei fabbri e per le armi che servivano alle scorrerie o assalti. Qui c’era un castello che diede il nome ad una regola, con l’appellativo di Carbonera o di -Castel Bernardo- forse da chi lo eresse. Carbonera potrebbe peraltro derivare dalla bruciatura di boschi e legna per far carbone. Infatti esiste ancora oggi la Via Boschi dove sembra ci fossero molte boscaglie.

 

Circa 300 metri più avanti sulla nostra sinistra la Parrocchiale di Carbonera.

PARROCCHIALE DI CARBONERA

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Chiesa terminata nel 1908, sulla base della vecchia chiesa in parte distrutta. All'interno compaiono affreschi di Antonio Beni e in sacrestia, è presente una tela attribuita al Piazzetta discepolo del Tiepolo. La pala dell'Assunta, sull'altar maggiore, fu eseguita da Augusto Cantoni nel 1858. Prestigiose le cantorie del coro e le due logge eseguite da Valentino Piovesana. È dedicata a Santa Maria Assunta.

Procediamo ancora sulla ciclabile correndo accanto alle mura di Villa Tiepolo Passi per altri 150 metri e a questo punto giriamo a destra su via Salvo D’Acquisto. Stiamo sulla ciclabile a destra ed eccoci a vedere sulla nostra destra l’imponente villa Tiepolo Passi.

VILLA TIEPOLO PASSI

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Il primo insediamento di Villa Tiepolo Passi risale agli inizi del '500, quando la potente famiglia dei Tiepolo, acquistando terre in terraferma, occupa il Casteo di Carbonera, un antico castelliere paleoveneto. Come sovente i castellieri, semplici terrapieni sopraelevati di tre metri sul piano campagna, anche questo è orientato con gli astri (solstizi ed equinozi) fungendo da orologio solare. In epoca romana, divenne un castrum, strategico, equidistante com'era dal fiume Sile, da Treviso e dalla via Claudia Augusta. Quando vi giunsero i Tiepolo mantennero intatte le caratteristiche del luogo e vi costruirono la Villa: prima magazzini, granai e stalle, poi, nei primi del '600, su commissione di Ermolao Tiepolo, Casa padronale e barchesse, un Barocco veneziano di prima maniera, secondo la moda e gli stilemi di Vincenzo Scamozzi, allievo del Palladio. Nel corso dei secoli la casa venne impreziosita da artisti di fama: i Torretti scultori, Giuseppe Bernardi e il nipote Ferrari, nella cui bottega lavorava il giovane Canova; Pietro Antonio Cerva detto il Bolognese, quadraturista barocco, che affrescò completamente i piani nobili della casa dominicale e delle barchesse tra il 1674 e 1675; Giovanbattista Canal, nipote del Canaletto, che affrescò la Cappella Gentilizia secondo i canoni della scuola dei Tiepolo pittori (1775); Francesco Frigimelica il Vecchio la cui quadreria si ammira nel Portego della Villa. In epoca napoleonica la Villa passò in eredità alla nobile famiglia veneziana dei Valier e poco dopo, sempre per vie parentali, ai Conti Passi de Preposulo, antica famiglia bergamasca, che tuttora vi abita. Durante la Grande Guerra la Villa divenne ospedale chirurgico della Croce Rossa Italiana. Vi soggiornarono il re Vittorio Emanuele, i generali Diaz e Cadorna.
Oggi la Villa è sede di un'azienda agricola, meta di turismo culturale ed eventi esclusivi.

 

Procediamo oltre; teniamo ora la sinistra in via Castello.

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È da un ponte che svolgendo lo sguardo ad est potremmo trovare ancora il Rio Piovensan nel suo quasi fine corsa.
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Il corso d’acqua ha il suo termine poco più avanti nei pressi della abitazione indicata dall’immagine che segue laddove si butta e termina la sua corsa nel fiume Melma. È ora di invertire la nostra corsa riprendendo tutta via Castello in direzione Nord. Ora dobbiamo andare a toccare il Rio Rul.

IL RIO RUL

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Il Rio Rul è un fiume di risorgiva che nasce fisicamente a sud del comune di Villorba da una sorgente adiacente una proprietà privata.

La nostra sarà una tappa di avvicinamento al contrario e cioè dal suo termine alla sua sorgente. Partiamo da Villa Tiepolo Passi che lasciamo alla nostra sinistra procedendo in direzione est su via Salvo D’Acquisto. Pedaliamo per circa 450 metri in direzione nord sino ad entrare a destra in Via Roma. Poco più avanti sulla sinistra il Municipio.

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Ecco che 50 metri più avanti da un ponte possiamo fare il nostro primo incontro con il Rio Rul ormai al termine della sua corsa e nei pressi del suo innesto sul Melma.
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Torniamo sui nostri passi in direzione ovest su via Roma per 200 metri circa. Ora a destra su via Primo Maggio per 200 metri ed ora a destra su Vicolo Francesco Baracca. Avanti per 100 metri e da un ponte un nuovo incontro con il Rio Rul.
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Andiamo ora avanti per 150 metri e andiamo a sinistra in direzione nord correndo sul lato sinistro del canale. Altri 150 metri e siamo nei pressi dell’ingresso est del parco del Rio Rul.
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Entriamo a sinistra ed ecco di nuovo il Rio Rul.
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Ed eccoci nel parco
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Scendiamo dalla bici ora e attraversiamo il parco a piedi, uscendo così dall’ingresso principale. Teniamo ora la nostra destra rientrando in via Primo Maggio. Circa 150 metri e quindi a destra in via Donatori del sangue. Dopo 100 metri da un ponte nuovamente il Rio Rul. Andiamo avanti per 250 metri e ora a destra su via IV Novembre.
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VILLA MARIA PEZZAN DI CARBONERA

A Pezzan (il nome di questa località deriva da pezze di terreno dissodate e ridotte all'agricoltura lungo il fiume Melma) lungo la riva sinistra del Melma si trova Villa Maria (ex Villa Lebreton) con ampio parco e campo di calcio. Nella storia di Pezzan ricorre più volte il nome dei signori Gradenigo e si pensa che la nobile famiglia veneziana abbia fatto costruire questa villa verso la metà del 1600, sul luogo dove un tempo sorgeva il castello dei "Pezzani". Lo stile veneziano della villa si può notare nella facciata e soprattiutto negli affreschi della sala di entrata.

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L’ORATORIO

La cappella, posta esternamente con sub titolo "Charitatis", reca in alto la scritta: Ave Maria. Detto oratorio era noto in passato come dei Aggio, dei Dal Maschio, dei Lebreton, e questo dovrebbe essere il succedersi dei vari proprietari prima che la villa diventasse un istituto per il recupero e il reinserimento dei minorenni, con l'ausilio dei padri maristi avvalorata dal ricordo della gente di un oratorio presso questa villa.

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Facciamo la curva e andiamo avanti per altri 150 metri; ora a sinistra per altri 100 metri e quindi a destra per altri 200 metri. Ora a sinistra in via Grande di Pezzan per altri 300 metri ed ecco sulla nostra sinistra la Parrocchiale di Pezzan

LA PARROCCHIALE DI PEZZAN

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È consacrata ai santi Filippo e Giacomo. Viene citata per la prima volta nel 1231 nella bolla Religiosam Vitam di papa Gregorio IX come cappella dipendente dall'abbazia di Sant'Eustachio di Nervesa. Inizialmente era dedicata al solo san Giacomo, ma dal 1344 risulta titolare anche san Filippo. Più volte rimaneggiata, nel 1875 fu gravemente danneggiata dal crollo del campanile. Venne quindi decisa la ricostruzione dell'intero complesso, avvenuta nel 1892 su progetto dell'ingegner Pietro Saccardo. Riaperta al culto già nel novembre dello stesso anno, i lavori si protrassero però nei decenni successivi. Tra il 1922 e il 1925, in particolare, fu ampliato il lato sud-est spostandovi la facciata, che da allora si rivolge alla strada; il coro, ricostruito sul lato opposto, fu concluso con le decorazioni di Antonio Beni.

Superata la parrocchiale di Pezzan, andiamo avanti per 200 metri e alla rotonda prendiamo la terza uscita. Siamo ora in via Cal di Breda. Procediamo per di lì per circa 400 metri e ora a sinistra in via Ospedale Provinciale. Avanti per 500 metri ed eccoci a intravedere le prime tracce del Riol Rul che per la verità nasce qualche centinaio di metri più a nord nelle campagne che non possiamo raggiungere in bicicletta. Ci accontentiamo di ammirare il grande fosso e il primo corso del Rio vicini ad un bel cascinale ove si conclude la nostra corsa.

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