IL MONTELLO - LA PRESA XVII

Caratteristiche tecniche del percorso

Lunghezza: 6,1 km

Difficoltà: DIFFICILE

Altezza di partenza: metri 115 S.L.M. (Caonada)

Altezza massima: metri 321 S.L.M.

Pendenza media: 6,9%

Via I.Lollini - asfaltata

Punto di partenza di questo nostro viaggio è il piazzale antistante la chiesa di Caonada.

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Lasciamo la chiesa alla nostra destra, e teniamo ancora la destra su via Caonada. In leggerissima salita per 300 metri e quindi a destra su via Stradone del Bosco. Fatti circa 200 metri ora andiamo a sinistra e cominciamo a salire in via Ivo Lollini, la presa XVII.

IVO LOLLINI

LOLLINI.jpg

Sul Montello, nel giugno 1918, sono presenti il XXVI e il XXVII Reparto d’Assalto, entrambi facenti parte della cosiddetta “riserva generale”, a disposizione del Comando Supremo. Uno degli ufficiali in forza al XXVI Reparto è Ivo Lollini, un ragazzo ventunenne da Castel d’Aiano (BO), la cui storia può senz’altro essere presa a paradigma di ciò che furono gli Arditi della Grande Guerra.
Fin dall’infanzia, Ivo Lollini è un ragazzo sportivo e particolarmente spavaldo, come non mancherà di dimostrare allorché, appreso dell’entrata in guerra dell’Italia, deciderà di fuggire di casa e di falsificare la firma del padre, pur di arruolarsi nell’11° Battaglione Ciclisti di stanza a Rimini.

Al nostro, però, il semplice arruolamento non basta, tant’è che fugge da Rimini per raggiungere il fronte, sul Monte Podgora davanti a Gorizia; lassù la bravata viene ben presto scoperta e il ragazzo viene rimandato al Battaglione e poi a casa. Non appena l’età glielo permette, entra alla Scuola Militare di Modena, dalla quale esce con il grado di Aspirante Ufficiale.Destinato al 14° Reggimento Bersaglieri, Ivo ha modo di mettersi alla prova, combattendo sull’Altipiano di Asiago e partecipando alla tragica e leggendaria Battaglia dell’Ortigara. Anche l’esperienza tra i Bersaglieri non lo gratifica a sufficienza, ragion per cui decide di entrare nel Reggimento Arditi della Prima Armata. Il suo valore non sfugge ai superiori che gli attribuiscono un ben meritato encomio solenne. Ma l’impresa più grande e sbalorditiva Ivo Lollini la compie nell’agosto del 1917, durante la XII Battaglia dell’Isonzo, durante la quale viene ferito alle gambe e preso prigioniero dagli austriaci. A quel punto, nulla avrebbe vietato di adattarsi alla dura ma tutto sommato salvifica condizione di prigioniero di guerra, ma questi non sono pensieri per lui: approfittando della confusione, fugge e riesce a ritornare nelle linee italiane, ove chiede di rientrare immediatamente al proprio reparto!Nel gennaio 1918, ottiene la Medaglia di Bronzo al Valor Militare, per gli atti di valore compiuti durante la “Battaglia dei Tre Monti” (Monte Valbella, Col del Rosso e Col d’Ecchele).Il 18 giugno 1918, Ivo e il XXVI° sono a Casa Pin in Sovilla, frazione di Nervesa della Battaglia, dove non a caso gli austroungarici stanno esercitando il massimo sforzo per sfondare verso la pianura trevigiana.Attacchi e contrattacchi si susseguono a ritmo frenetico, si muore ovunque, ma gli imperiali non passano.Ormai il XXVI è ridotto a un pugno di uomini, ma nessuno ha intenzione di cedere. Quando non c’è più niente da perdere, un Ardito può solo morire con onore: perse le mitragliatrici della sua sezione, Ivo raduna i suoi superstiti, per l’ennesima volta innasta la baionetta e si va all’assalto.Una grandine di pallottole accoglie gli Arditi e in tanti cadono, per non rialzarsi più; Ivo è ancora in piedi e con ciò che resta del suo Reparto giunge a contatto con il nemico, senza alcuna oggettiva speranza di vittoria.E così, in modo spietatamente logico, Ivo cade, da Ardito…Un anno dopo la morte, Ivo Lollini viene decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria e nel 1921 viene tumulato nella Certosa di Bologna dove tuttora riposa. Sul Montello, alla memoria dell’Eroe è dedicata la Presa n. 17.

Iniziamo quindi a salire: come per molte delle prese del Montello, bisogna avere un po' di pazienza: la strada si inerpica subito di botto.

Fatti 400 metri in salita, la strada svolta a sinistra.

LA CASA DEI CACHI (3).jpg

Circa 300 metri più in su sulla nostra sinistra ecco l'ingresso della Trattoria " Da Mario ai Pascoli "

TRATTORIA DA MARIO AI PASCOLI.jpg

Si sale ancora...

VISIONI SULLA PIANURA.jpg

Altri 900 metri e sulla nostra sinistra l'ingresso di un bellissimo agriturismo: NONNA MARIA

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La strada per un po' di tempo ora spiana un po'...

SERNITA' (1).jpg

Circa 700 metri più avanti ecco un capitello votivo...

CAPITELLO.jpg

E circa 600 metri più avanti eccoci sulla dorsale: siamo a quota 321 metri, il punto più alto del nostro viaggio. Se ora procediamo dritti su una stradina che si restringe in mezzo a rigogliosi boschi, iniziamo la discesa.

SI SCENDE.jpg

La discesa, in qualche tratto anche ripida, si snoda per circa 3 km sino a giungere in via Francesco Baracca. Siamo a Ciano del Montello e qui si chiude il nostro viaggio.

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UN PO' DI IMMAGINI

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