Il mio Sile

    “Scrivere del Sile è cominciare a plasmare, dar forma ad una nuova creatura, all’inizio impalpabile, poi liquida e impossibile da fermare, proprio come le sue acque; e poi ancora solida, nitida e forte come il segno che resta a chi si fa catturare dal suo mondo, a chi ne capisce veramente il senso: “il senso della grandezza delle cose piccole …”  (Regina)

Il Sile, il fiume verde, la poesia dell’acqua che magicamente sgorga dalla terra e ti guida giù fino al mare, la voglia di vederlo tutto, di lasciarsi trasportare dalla sua limpida voce verde, toccarne i suoni e la serenità che t’invade percorrendo il suo lento scorrere. Tutto questo ha fondato in me la voglia di descriverlo tutto, di seguirne il percorso, da lì dove nasce al luogo in cui diventa mare.

Ecco allora l’idea di  questo mio piccolo contributo, di questa mia prospettiva. E’ questa una modesta guida attraverso tutti i luoghi e le  emozioni che quest’invenzione della natura sa tracciare. Una mappa, fatta di percorsi e vie che si snodano per necessità anche intorno ad esso (numerose sono le incursioni e le deviazioni che in qualche maniera si rifanno comunque al suo percorso. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                                                                

 

Fiori, piante, alberi, uccelli, vie, leggende, storia ed arte ornano i miei percorsi con la voglia di non perdermi niente. Ecco come nasce tutto : la voglia di non perdermi niente! Questa buona ansia mi ha accompagnato munito di bici, cannocchiale, macchina fotografica e di qualche foglietto per gli appunti. Una navigazione solitaria interrotta qua e là solo dall’incontro con qualche “personaggio” che di questi luoghi ne aveva sentito parlare solo per caso. Il materiale che ho raccolto, e che ora trova sintesi in questa piccola guida, è per la gran parte frutto della mia osservazione e della mia macchina fotografica, salvo che per il contributo-guida offerto dall’Ente parco del Sile che, attraverso il suo sito, ha tracciato le linee fondamentali del mio percorso. Il materiale puramente descrittivo poi, ha le sue fonti in numerosi siti persi qua e là nella rete internet e per questo sento il dovere di ringraziare tutti gli amanti di Wikipedia che, pur nella limitatezza e nella assenza di scientificità certificata, mi hanno aiutato nella catalogazione e nella architettura descrittiva delle “cose che ho  visto”. Ho strutturato questa guida in tappe, ognuna delle quali percorribile nel breve tratto di un paio d’ore più o meno in tutti i periodi dell’anno. Una  passeggiata a tappe giù fino al mare. Mi sono poi imbattuto senz’altro nel consiglio di amici che lungo questa storia hanno reso le mie osservazioni più ricche e degne di essere trasmesse. Grazie anche a tutti questi amici.