RISALENDO IL  MUSON

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Il Muson è il più importante dei corsi d'acqua che possiamo trovare nell’area che va dal fiume Piave (ad est) e il Brenta (ad ovest). Nasce dalle colline di Monfumo e quindi a nord di Asolo. I primi rigagnoli o torrentelli si raccolgono a valle, originando l'iniziale tratto del corso d'acqua che si dirige verso sud-ovest; attraverso le colline asolane e con andamento piuttosto sinuoso si addentra nella pianura dirigendosi verso Castelfranco Veneto. In questo primo tratto riceve da sinistra il rio Rosta e da destra il torrente Erega, il rio del Mardignon, il torrente Lastego, il rio Riazzolo, il torrente Lassa, il torrente Rosta Volone e il torrente Brentone. Dopo il territorio di Castelfranco Veneto il Muson entra per un breve tratto in quello di Resana per poi abbandonare la Provincia di Treviso ed entrare in quella di Padova. E’ un fiume lungo il quale si insediarono facilmente antichissime popolazioni di epoca paleolitica, mesolitica e neolitica. E infatti molti sono i ritrovamenti in particolare nella fascia tra la statale Bassano-Montebelluna e Pagnano (nei pressi di Asolo), di materiale litico e di schegge di selce lavorata. Sono i primi elementi che richiamano una frequentazione da parte dell'uomo del comprensorio di Asolo. Nel suo tratto di pianura tra Asolo e Castelfranco Veneto inoltre, il Muson segnava in epoca romana il confine tra l'area centuriata di Asolo e quella di Bassano-Cittadella, mentre solcava più a sud il territorio di Padova, andando a sfociare direttamente in Laguna. Nel 1612 però venne decisa dai veneziani la sua deviazione per liberare la Laguna veneta dalle masse di detriti fluviali che la stavano occludendo e venne immesso nel Brenta all'altezza della periferia di Padova (Cadoneghe). Molta ed importante è la documentazione storica che riguarda frequenti episodi di esondazione dagli argini delle acque del Muson. Del corso del Muson nella seconda metà del '500, del suo carico d'acqua, ma anche del tracciato della roggia Musonello e dei mulini su di essa insediati tra Spineda e Castelfranco si ha una completa e nitida delineazione in una mappa datata 1571. Muson, un nome un po’ strano… da che cosa deriva? Il suo nome deriverebbe dal termine “mosa”, che significa luogo pantanoso. Evidentemente si faceva riferimento ai suoi continui straripamenti! I fiumi poi sappiamo che nella storia hanno spesso rappresentato anche il confine geo-politico di una zona o territorio. Significativa in questo senso la Marca Trevigiana che anche nell’antico sigillo della città porta il nome del Muson ( Monti Musoni Ponto Dominorque Naone).

 

 

 

 

Ma il primo tratto che faremo, almeno fino a Castelfranco Veneto ha una particolarità: stiamo parlando sì del Muson, ma del Muson dei Sassi, perché da Castelfranco Veneto appunto, il Muson assume questa denominazione e se la porta giù sino a Padova. Si tratta in realtà di un canale artificiale realizzato nel Seicento per deviare le acque del Musone nel Brenta.