IN BICI A CAERANO SAN MARCO
 

Caratteristiche tecniche del percorso

Lunghezza : km.17

Difficoltà : facile

Stagioni:primavera ed estate.

BRENTELLA
BRENTELLA

press to zoom
LE TERRE ROSSE
LE TERRE ROSSE

press to zoom
SDC10014
SDC10014

press to zoom
BRENTELLA
BRENTELLA

press to zoom

CENNI STORICI

Caerano non possiede particolari tracce che riguardano i periodi lontani della sua storia e preistoria.  Ecco perché occorre prendere  in esame le aree immediatamente vicine dove invece queste tracce paiono esistere. Ne emerge che in tempi preistorici questo luogo doveva trovarsi ai margini di una grande foresta: luoghi tra l’altro molto spesso sommersi dalle acque del Piave e del suo affluente Cismon.

Il rosso di Caerano. Questi fiumi, secondo una teoria formulata da alcuni studiosi, avrebbero depositato, durante tali inondazioni, una grande quantità di materiale alluvionale, che poi, per combinazione chimica e con l'andare dei secoli, avrebbero dato quella caratteristica colorazione rosso - bruno ai terreni di tutta l'area.Le notizie risalenti all'epoca romana sono molto scarne, se si esclude il ritrovamento di un sarcofago, in località Lavajo, ora conservato nel Museo Civico di Treviso. Esso presenta invero uno scarso interesse dal punto di vista artistico, ma gli studiosi, osservando le acconciature maschili e femminili delle figure in esso scolpite, sono riusciti ad attribuirlo all'età severina. Scarsi quindi i segni lasciati dalla colonizzazione romana su questo territorio, anche perché Roma, dopo che il console Mario sconfisse nel 101 a.C. i Cimbri qui calati, non lo inclusero nelle centuriazioni di Asolo e di Treviso, ma lo assegnarono, nella sua maggior parte, al "castrum" di Montebelluna, che, posto in posizione strategica, dominava e controllava la valle del Piave e tutte le strade che la percorrevano; fin da allora Caerano rimase legata a Montebelluna, che per molti secoli ne fu il capoluogo civile e visse gran parte delle sue vicende storiche. Cade l'Impero romano d'Occidente, ma di Caerano non abbiamo notizie dell'epoca delle invasioni dei Goti, degli Ostrogoti e dei Longobardi. Non sappiamo ciò che qui accadde al tempo delle scorrerie effettuate dagli Ungari dal 899 al 959, i quali misero a ferro e a fuoco il vicino "castrum" di Montebelluna. Quest’ultima, al tempo di Federico I, divenne un fiorente centro commerciale e le sue benefiche conseguenze si fecero sentire su tutto il territorio, quindi anche a Caerano. 

 

Il primo documento scritto che ricorda Caerano è per così dire anche quello che interpreta tutta la sua realtà. Si tratta di un atto notarile steso il 27 gennaio 1148 da Mainardo notaio del palazzo vescovile, con il quale tra Gregorio, vescovo di Treviso e Lodovico Decano dei Canonici della Cattedrale, si permutava "peciam unam de terra in villa de Cairano, supra ripam". Le pergamene superstiti del secolo XII le più antiche da cui risulti almeno il nome del paese, ricordano solo qualche personaggio locale che insieme agli altri rappresentanti dei colmelli della pieve di Montebelluna, giurava in mano del vescovo Ulderico di ricevere a livello il castello Montebellunese con i terreni, i fossati e le mura, e lì amministrarvi la giustizia. Al 1297 risale l'esistenza documentata di una cappella di S. Marco, con la presenza di un curato, l'assegnazione di regolari legati per messe e devozioni. Qualche anno dopo già si solennizzava la festa del patrono S.Marco. Questa “cappella” poteva essere la stessa che nel 1467 in visita pastorale, si voleva ampliata e uguagliata nel tetto e che quindi giungendo così restaurata al secolo XVII, si trovava nell'area appena sovrastante all'attuale sagrato e veniva a costituire perciò il centro antico del paese, appunto leggermente più a nord dell'attuale parrocchiale. Una numerosa serie di pergamene conservate nell'Archivio di Stato di Treviso datate tra il 1200 e il 1300 e vertenti su compravendite e permute di terreni, individuano i fondi in oggetto localizzandoli chiaramente nelle quattro aree del paese che ancor oggi così si denominano: "lavaglio", "riva", "campagna" e "visnà" o "visnadello".Caerano nel secolo XIII fu signoria degli Ezzelini e visse tutte le vicende legate a questa potente famiglia; nel secolo XIV appartenne agli Scaligeri quindi, dopo complicati avvenimenti storici, fu dominio di Venezia. La presenza della Serenissima però non fu gradita ai castellani di Montebelluna e delle ville montelliane e fu così che questi si ribellarono nel 1356. Il 18 febbraio 1359 fu poi conclusa la pace e la comunità di Caerano, appartenente al distretto di Montebelluna, venne assegnata al terzo Vicariato e da allora, sentendosi protetta da Venezia contro gli intrighi orditi da Francesco da Carrara, signore di Padova, che mirava al possesso del territorio, combatté lealmente e con valore nelle file dell'esercito veneziano acquistando grandi meriti, compensati da Venezia con lo sgravio di gabelle e di dazi. Una numerosa serie di pergamene conservate nell'Archivio di Stato di Treviso datate tra il 1200 e il 1300 e vertenti su compravendite e permute di terreni, individuano i fondi in oggetto localizzandoli chiaramente nelle quattro aree del paese che ancor oggi così si denominano: "lavaglio", "riva", "campagna" e "visnà" o "visnadello".Caerano nel secolo XIII fu signoria degli Ezzelini e visse tutte le vicende legate a questa potente famiglia; nel secolo XIV appartenne agli Scaligeri quindi, dopo complicati avvenimenti storici, fu dominio di Venezia. La presenza della Serenissima però non fu gradita ai castellani di Montebelluna e delle ville montelliane e fu così che questi si ribellarono nel 1356. Il 18 febbraio 1359 fu poi conclusa la pace e la comunità di Caerano, appartenente al distretto di Montebelluna, venne assegnata al terzo Vicariato e da allora, sentendosi protetta da Venezia contro gli intrighi orditi da Francesco da Carrara, signore di Padova, che mirava al possesso del territorio, combatté lealmente e con valore nelle file dell'esercito veneziano acquistando grandi meriti, compensati da Venezia con lo sgravio di gabelle e di dazi. Durante questo periodo si verificava un fatto singolare che dava origine ad un nuovo e sensibile aumento demografico nell'attuale territorio del comune di Caerano. Si trattava di un grosso lascito della famiglia Benzi - Zecchini che obbligava la Casa di Riposo di Venezia a mantenere gratuitamente i poveri qui residenti, per cui si assisteva ad una forte immigrazione di persone indigenti provenienti dai comuni vicini, che, dapprima sistematisi provvisoriamente in baracche, vi rimanevano poi in forma stabile, dando origine anche all'odierna frazione di Stivanello. Nel 1866, alla fine della terza guerra per l'indipendenza italiana, cessava il dominio austriaco su queste terre e anche Caerano, come tutto il Veneto, aderiva plebiscitariamente al regno d'Italia di Vittorio Emanuele II. Da allora la storia di questo paese si fonde e si confonde con quella di tutta la Nazione, mutando la sua denominazione da Caerano a Caerano di San Marco nel 1872 e ottenendo la piena autonomia amministrativa nel 1946.

 

 IL TOPONIMO

Il suo toponimo, in origine semplicemente Caerano, risale al nome latino di persona CAPRIUS o CAVARIUS. 

IL TERRITORIO

Il territorio di Caerano di San Marco è in gran parte pianeggiante, con altitudini che variano dai 91 m s.l.m. ai 144 m. Il paesaggio si caratterizza per la presenza di un piccolo rilievo noto appunto come le Rive di Caerano situato a nord-est del paese. La zona è naturalmente povera di corsi d'acqua ma l'approvvigionamento idrico è assicurato, sin dai tempi antichi, da un sistema di canali artificiali derivanti dal Piave. Si tratta in particolare del Canale di Caerano, diramazione della Brentella di Pederobba.

Del comune di Caerano di San Marco fanno parte anche le frazioni di Bandieron, Borgo Sant'Antonio, Ca Dona , Case Facin, Case Fasan , Casonere, Cornarotta, Da Marconato, Fornea, Jomo, Lavaggio, Lazzaretto, Le Rive da Mondin , Le Rive da Morlin , Maglio dell'Inferno , Marturo, San Marco, Val di Rovere.

Partiamo allora  alla scoperta di questo territorio! Il punto di partenza del nostro viaggio è sul piazzale antistante la Chiesa Parrocchiale di Caerano San Marco.

BASSE ACQUE
img144.jpg

LA CHIESA PARROCCHIALE DI SAN MARCO  (XVII secolo)

La parrocchiale di Caerano, dedicata ovviamente a San Marco, fu edificata sul finire del XVII secolo. Solo nel 1906 venne però ampliata e a quell’epoca risale ad esempio la bellissima cupola. La sua facciata è attribuita a Giordano Riccati da Castelfranco Veneto e presenta colonne d'ordine dorico portanti la trabeazione ed il frontespizio. 

PARROCCHIALE

 

Gli interni . Al  suo interno si possono ammirare:

  • l’affresco del soffitto "Assunzione della Vergine" del 1785 - 1789, opera di Giambattista Canal;

  • la bella pala posta sopra l'altare del Crocefisso, attribuita a Bartolomeo Scaligero e raffigurante la "Vergine con la Maddalena";

  • il "Crocefisso con le due Marie" del 1697 di Francesco Pittoni;

  •  "La Madonna Assunta col S. Giovanni Battista e S.Antonio Abate" del 1696 di Ambrogio Bon. 

 

Di grande interesse artistico sono anche gli altari laterali, ornati da colonne, fregi e statue della scuola del Torretto, ma anche i quadri della "Via Crucis" di Ippolito Caffi, l'artista bellunese che, morto nel 1866 nella battaglia di Lissa, ha lasciato ricordo di se anche a Padova, nella Saletta rotonda del Caffè Pedrocchi.Ad accrescere questo patrimonio, un pregiato organo del 1746 di Pietro Nacchini. Attorno alla chiesa vi è il sagrato, un tempo cimitero, rinchiuso da un'elegante recinzione fin dal 1886, la canonica con stucchi del XVIII secolo e il campanile ricostruito nel 1903.La combinazione di questo campanile dalle forme non comuni e la cupola “argentata” sono nel mio viaggio sicuro punto di riferimento per i miei giri nelle campagne e nelle rive tutt’attorno. Non ti puoi confondere davvero!

PARROCCHIALE DI CAERANO

Visitata la chiesa, iniziamo il nostro viaggio procedendo sulla regionale in direzione est per circa 1 km per andare a visitare uno dei "pezzi pregiati" di Caerano: Villa BENZI.

Villa Benzi Zecchini (XVII secolo)

La villa fu costruita a metà del secolo XVI, quando la famiglia veneziana dei Girardi, decise di investire i suoi capitali mercantili in terraferma. Dall'iniziale acquisto di "campi dusentonovantatrè" in atti notarili del 1555, si passò nell'arco di un secolo ad accumulare due terzi dei fondi caeranesi sotto lo stesso titolo di possesso, in seguito ereditato dai Benzi - Zecchini che lo mantennero compatto fino al 1837, quando lo legarono alla Pia Casa di Ricovero di Venezia.Un settecentesco manoscritto della biblioteca marciana, narrando di questo palazzo caeranese, lo additava a titolo di dovizia e di grandezza di questa famiglia, definendolo "non meno magnifico di quello (che possedevano) a Venezia, con un brollo di cento campi tutti cinti di muro". Originale nelle sua configurazione, è caratterizzato da un corpo centrale, fiancheggiato da due torri, la cui facciata interrotta da strette e alte finestre è slanciata superiormente da due guglie sormontate da una sfera che mettono in maggiore risalto la spinta verso l'alto dell'intera costruzione posta a ridosso dei colli asolani. Fu costruito quasi sicuramente per farne una sorta di residenza estiva; prova ne sia il fatto della carenza di caminetti oltre alla impostazione assai semplice della distribuzione dei locali. E’ completata dalla scuderia, le cantine, i granai, le case per i gastaldi; un tempo  vi era anche un laghetto che ora è stato interrato. Non meno importante è la chiesetta posta accanto al palazzo eretta nel 1610 dove la facciata è caratterizzata da due pinnacoli coronati da elementi in pietra elegantemente sagomati.All’interno si conserva oggi un altare la cui parte lignea superiore, decorata a finto marmo, ospitava una bella pala della scuola del Veronese. Villa Benzi, Caerano e i poveri. La nobildonna Caterina Casser ved. Benzi Zecchini, morta nel 1837, col suo testamento, istituiva erede universale delle sue proprietà la Pia Casa di Riposo di Venezia, esigendo però, nelle sue ultime volontà che la terza parte dei suoi beneficiati fosse scelta tra i poveri di Caerano. Non fu così semplice però. Spesso la Pia Casa di Riposo negava questo obbligo, condizionandolo e limitandolo al punto che solo nel 1863 si raggiunse finalmente un accordo in forza del quale la Pia Casa di Riposo si obbligava "di pagare in perpetuo al Comune di Caerano l'annua somma di fiorini 700 col quale prezzo essa provvederà ai bisogni dei propri poveri..." . Per amministrare la somma, veniva quindi costituita la Congregazione di Carità di Caerano, composta di quattro membri e un Presidente, congregazione che dovette molto beneficare la vita dal Paese. Tra varie vicissitudini (la Villa venne destinata anche a Collegio per Orfanelli) si arriva, così, al 1980 quanto tra il Comune di Caerano e la Pia Casa di Riposo di Venezia si avviano le trattative per il passaggio definitivo della Villa al Comune di Caerano, trattative che si conclusero nell'anno 1982. Si avviano i lavori di ristrutturazione che terminano alla fine degli anni '80. 

BENZI

Torniamo ora indietro e riprendiamo il piazzale della Chiesa. E’ tempo di assaporare qualche pedalata in salita verso le rive di Caerano. Teniamo quindi alla nostra destra la chiesa e procediamo a nord su via Piave per circa 400 metri. Svoltiamo quindi in via Mercato Vecchio. La strada come stiamo notando sale. Siamo alle Rive di Caerano, una sorta di propaggine del vicino Montello che ci innalza sino a quota 150 circa sul livello del mare e che ci consente di ammirare “dall’alto” la pianura,nascosta tra i filari delle viti. Uno sguardo ai colli asolani allora.

IN SU

Poco dopo la strada si fa quasi piana e qua e là ecco spuntare vecchie case coloniche.

VECCHIE

Procediamo così per circa 1 km e quindi prendiamo a sinistra Via Vallon. Questa via corre proprio sopra alle “rive” e si presta a vedute davvero aperte e interessanti. 

VEDUTE BIANCHE

Procediamo ancora per circa 1 km ( sulla sinistra troveremo l’indicazione del “sentiero natura Vallon, tappa che affronteremo autonomamente più avanti).Poco oltre la strada svolta decisamente a destra e procede in direzione est per altri 900 metri ( ora è via San Raffaele e più avanti le case Mangilli). All’altezza delle case Mangilli e, sconfinando oramai nel territorio comunale di Montebelluna, teniamo la direzione sud. Altri 1,5 km (ora è Via Capodimeonte), usciamo su via Rive e giriamo a destra.Cominciamo da qui una discesa piacevole e ben protetta da alberi e siepi da entrambi i lati della strada. Fatti circa 1,3 km ecco il capitello “sulle rive”.

CAPITELLO LE RIVE

Facciamo altri 150 metri e prendiamo a sinistra Via Madonnette, una strada in discesa che ci porterà giù dalle rive sino a giungere dopo circa 800 metri al semaforo di Via Montello, la regionale Montebelluna-Bassano. Proprio lì in funzione di “crocicchio” ecco due capitelli.

CAPITELLO

Attraversiamo via Montello e procediamo in direzione sud per circa 400 metri. Passiamo sotto il viadotto e teniamo subito la sinistra entrando sui bordi del Brentella.(E’ decisamente consigliabile scendere dalla bici e fare il piccolo sentiero a piedi. Il canale scorre molti metri in basso e il tratto è pericoloso). Facciamo circa 300 metri e usciamo sulla stradina asfaltata. Giriamo a destra e facciamo circa 750 metri in direzione sud. Giriamo quindi a destra in Via Monte Asolone. 

Si apre qui un tratto molto aperto (sullo sfondo il Monte Grappa e i colli Asolani). Dopo circa 600 metri la via assume la denominazione di Via Val di Rovere e procediamo ancora per altri 600 metri e usciamo a sinistra su via Madonna della Salute. Facciamo circa 1,2 km e quindi a destra e subito a sinistra su Via Lazzaretto. Entriamo da questo punto in avanti in campagna aperta (sconfiniamo in parte anche nel territorio del comune di Maser).

SUD

Proseguiamo sullo sterrato per circa 700 metri sino a girare a destra all’incrocio in direzione nord. Ancora 650 metri e quindi (dopo essere entrati nella borgata di Via Francesco Baracca), giriamo a destra e procediamo per altri 600 metri (a sinistra le case Quaggiotto). All’incrocio giriamo a destra. Facciamo 700 metri e giriamo a sinistra in via Moresca. Ancora avanti per circa 500 metri sino a recuperare la regionale. Giriamo a destra, superiamo la rotonda e andiamo avanti ancora per circa 700 metri e giriamo quindi a destra seguendo il corso del Canale di Caerano per circa 200 metri sino a uscire in Via San Marco. Stiamo andando a vedere Villa Rovero. Ora, sfruttando la ciclabile posta sul lato sinistro della strada e scendendo per circa 100 metri sulla sinistra ecco il complesso di Villa Rovero Forcellini.

Villa Rovero Forcellini (XVI secolo)

La villa, costruita attorno al XVI secolo, è caratterizzata architettonicamente dal frontone della facciata il quale è sostenuto da pilastri segnanti la sala centrale della villa, perno distributivo di tutti gli ambienti; superiormente il prospetto principale è completato da una trifora centrale. All'interno della villa dopo l'intervento di restauro dell'Ente Ville Venete, è possibile contemplare affreschi di pittori minori attribuibili alla scuola del Veronese i quali rappresentano scene agresti e stemmi araldici.

 

Invertiamo la nostra marcia e dopo altri 300 metri siamo al Municipio di Caerano, punto di arrivo del nostro viaggio.

ROVERE FORCELLINI