ASOLO ROCCA BOSCASOLO

Distanza: 7 km

Tempo di percorrenza a piedi: 2 ore

Altezza minima:115 metri (ponte sul Muson)

altezza massima: 297 (Rocca di Asolo)

dislivello: 182 metri

pendenza media: 2,6 per cento

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VISIONI DA LA ROCCA (3)
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Il punto di partenza di questa nuova passeggiata è posto nei pressi della Fontana Maggiore, esattamente al centro della piazza dominato dal Duomo di Asolo e dal Palazzo Pretorio.

ASOLO (190 m.)

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Definita da Giosuè Carducci la Città dei cento orizzonti, Asolo è uno dei centri storici più belli d’Italia. Raccolta entro le antiche mura che si diramano dalla Rocca, fortezza del XII secolo, conserva in ogni angolo testimonianze della sua millenaria storia. Asolo fu meta di poeti e scrittori, artisti e viaggiatori, che qui trovarono ispirazione ed armonia. Tra questi il poeta inglese Robert Browning, la Divina del teatro Eleonora Duse, il compositore Gian Francesco Malipiero, la scrittrice e viaggiatrice inglese Freya Stark. La favorevole posizione e la bellezza del clima fecero di Asolo un centro abitato fin dall’epoca preistorica, e in seguito un importante insediamento dei Veneti. Acelum, l’Asolo Romana attraversò un periodo di grande crescita: la città, che divenne anche municipium, si sviluppò soprattutto tra I sec. a.C. e I sec. d.C. Resti e reperti archeologici – raccolti in un’apposita sezione del Museo civico – documentano la presenza di Terme, di un Acquedotto, un Foro e un Teatro a testimonianza dell’importanza di Asolo in epoca romana. Antichissimo centro cristiano, già nel VI sec. ebbe un vescovo e mantenne la sede episcopale fino al 969 quando divenne feudo del vescovado di Treviso. A periodi alterni tra XI e XIV sec. conobbe l’egemonia di diverse potenti famiglie (Tempesta, Ezzelini, da Camino, Scaligeri, Carraresi) e, infine, di Venezia. A partire dalla fine del ‘300 con la dominazione veneziana, la città entrò in una fase di grande splendore: nel 1489 Venezia investì della Signoria di Asolo Caterina Cornaro, ex regina di Cipro, che diede vita ad una sfarzosa corte rinascimentale di artisti, letterati e poeti, lasciando un’indelebile impronta nell’arte e nell’ideale stesso della città. Venezia diede ad Asolo un importante riassetto urbano e la legò a sé e alla propria aristocrazia in maniera imprescindibile fino alla caduta della Serenissima. “Asolo è Venezia e Venezia è Asolo” si dice da queste parti, a sottolineare un’affinità di atmosfera che si manifesta nell’architettura come nello spirito. Nel 1797 vi fece il suo ingresso Napoleone. Nell’Ottocento con la dominazione austriaca Asolo fu interessata da riforme delle istituzioni civili e da un programma di opere pubbliche, come ad esempio la ristrutturazione del teatro Duse. Nel 1866 entrò a far parte del Regno d’Italia. (materiale tratto da https://www.asolo.it/la-citta-un-mondo-di-arte-e-storia/)

Iniziamo quindi la nostra camminata salendo a nord nella Piazza adibita a parcheggio. Sulla sua estremità nord una bella scalinata ci porterà in via Collegio. Sulla nostra destra ecco villa Scotti Pasini.

VILLA SCOTTI PASINI

VILLA SCOTTI PASINI.jpeg

La Villa domina dalle pendici del Monte Ricco l’area delle piazze centrali del centro storico. Il primo impianto della villa sembra da riferire al XVII secolo, mentre nei secoli successivi si registrano vari ampliamenti e passaggi di proprietà. Il primo nucleo della villa fu costituito attraverso diverse opere di accorpamento di edifici di piccole dimensioni avvenute nel corso del XVIII secolo, mentre successiva è l’aggiunta delle ali che diedero alla costruzione l’aspetto attuale.

Procediamo su via Collegio per circa 100 metri. Diamo le spalle alla strada e saliti già di una trentina di metri possiamo ammirare la torre del palazzo Pretorio.

IL PALAZZO PRETORIO

TORRE DEL PALAZZO PRETORIO.jpeg

Guardando ora avanti una chiesa, quella dell’Ex Convento di San Pietro.

LA CHIESA ED IL CONVENTO DEI SANTI PIETRO E PAOLO

CHIESA DI SAN PIETRO E PAOLO.jpeg

Il complesso monastico benedettino, che si trova addossato alla cinta muraria ai piedi del colle della Rocca, fu occupato dalle monache dal 1634 al 1807. Da quel momento fu trasformato in collegio e divenne la sede delle scuole comunali mantenendo tale funzione fino alla costruzione del nuovo edificio scolastico. La chiesa e l’annesso monastero, dopo la trasformazione del Convento in Istituto scolastico e di aggregazione giovanile, hanno assunto per un certo periodo la denominazione di S. Luigi. Da poco è stata ripristinata l’originaria denominazione. Il Convento dei S.S. Pietro e Paolo, costruito nel XVII secolo per le monache Benedettine, racchiude un chiostro quadrato di straordinaria armonia. Ai lati del portone sono presenti affreschi raffiguranti i Santi Pietro e Paolo.

LA PORTA DEL COLMARION DETTA ANCHE DEL BOT

Attraverso la medievale porta del Colmarion, facente parte della cinta muraria del nucleo antico della città di Asolo“si raggiunge, per un sentiero di 276 gradini immerso nel verde, la Rocca.

PORTA DEL COL MARION.jpeg
Saliamo quindi questi 276 scalini e, ogni tanto guardiamoci indietro per ammirare i panorami lì davanti.
VERSO LA ROCCA.jpeg
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Fatti circa 500 metri e tutti i 276 scalini, passando da quota 230 a quota 310 (una bella salita al 9%), siamo davanti alla Rocca di Asolo.

LA ROCCA (XII-XIII sec.)

Simbolo della Città, si presenta sulla sommità del monte Ricco (310m) come una compatta fortificazione militare. Edificata tra la fine del XII e l’inizio del XIII ebbe funzioni di presidio per la Città. Le indagini archeologiche condotte negli anni ’90 del secolo scorso dall’Università di Padova hanno ricostruito la storia di questo manufatto che presenta diverse e successive fasi insediative.

Inizialmente il Monte Ricco, luogo su cui insiste la Rocca, era sede di un sacello altomedievale, databile tra VI-IX secolo d.C. e di cui rimane un lacerto di pavimento a mosaico, ora conservato presso il Museo civico, che presenta una decorazione con elementi che rinviano alla tradizione paleocristiana (un pesce e un motivo crociato tra fiori di giglio).

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Fu successivamente occupata da una vasta area cimiteriale a inumazione databile tra il VI e la prima metà del XII secolo d. C. Si sovrappose a questa necropoli un insediamento abitativo e forse anche produttivo databile tra X e XII secolo d.C. da collegare al loco Bragida ricordato dalle fonti storiche nel 1076. La Rocca come la possiamo vedere oggi risale ad un periodo compreso tra XII e XIII secolo, inizialmente come struttura fortificata del tutto distinta da Asolo. La sua costruzione ha comportato la distruzione di una parte dell’insediamento abitativo produttivo precedente e di alcune sepolture della necropoli. Le tracce delle prime fasi di frequentazione (XIII secolo) sono piuttosto labili anche se tale periodo dovette costituire un momento di notevole importanza militare per il manufatto, mentre più evidenti sono quelle legate alle epoche successive della dominazione del Comune di Treviso (1261-1339), poi veneziana (1339-1379), carrarese (1379-1388) e veneziana ancora (1388-1796). Tra il XIII e XIV secolo è la costruzione di una cisterna pozzo per la raccolta del’acqua piovana e la sistemazione dell’area dell’angolo sud-orientale con la costruzione di un forno da pane. Risalgono al XV secolo alcuni resti di abitazioni addossate alla cinta meridionale con pavimenti in legno e focolari in laterizi che assieme ai documenti con notizie di spese eseguite per la sua manutenzione e per rifornirla costantemente di armi e viveri testimoniano l’importanza strategica della fortezza. Tra il 1379 e il 1393 per iniziativa carrarese prima e completate poi dai Veneziani furono costruite le mura che congiungono la Città con la Rocca. Estese per circa 1360 metri, pur modificate nei successivi sviluppi urbanistici il loro perimetro è tuttora individuabile; erano dotate di 24 torri e di quattro portelli in corrispondenza delle vie di accesso alla Città. La costruzione delle Mura resero la Rocca punto di vedetta e presidio della Città e da questo momento seguì le sorti storiche del borgo. Dalla fine del XV secolo l’importanza militare della Rocca, continuamente bisognosa di interventi di restauro, cala progressivamente, fino a rischiare di essere venduta a privati (1650) come cava di pietre di costruzione. Nel marzo del 1652 il doge Francesco Molino, accogliendo la richiesta degli Asolani, determinò di annullare la vendita dovendo in avvenire la Rocca rimanervi sempre com’era a sola publica dispositione et servitio. Nel 1990 il manufatto subì un intervento di restauro finanziato con fondi gestiti dalla Regione Veneto finalizzato alla valorizzazione del sito; questo ha comportato lavori per la sua conservazione, il consolidamento della torre posta a sud est ed il restauro della porta di accesso e delle decorazioni parietali esistenti con i simboli della famiglia dei Carraresi; importante è stato il ripristino e la percorribilità del cammino di ronda a cui si può accedere tramite una scala per poter visionare il panorama circostante e il suo interno.

(tratto da https://www.asolo.it/cosa-vedere-asolo/rocca/)

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Lasciamo la Rocca e riprendiamo la strada per 100 metri in profonda discesa. Teniamo la destra in via Rocca per 300 metri. All’incrocio teniamo la sinistra, cioè prendiamo la strada che va in discesa. Siamo in via Forcella.
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Si va avanti per altri 200 metri ed ecco sulla nostra sinistra una piccola area attrezzata che ci fa capire che siamo nei pressi del Boscasolo.

IL BOSCASOLO

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Siamo in una zona boschiva segnata da diversi percorsi, agevoli e curati, che si snodano tra la vegetazione e permettono di esplorare le colline adiacenti alla cittadina di Asolo. Le diverse installazioni e i giochi distribuiti nell’area sono dedicati ai più piccoli, per accompagnarli nella scoperta della flora e della fauna del territorio trevigiano. Le molteplici aree di sosta e di pic-nic permettono di trascorrere nel bosco una piacevole giornata all’aria aperta. Ciò che rende speciale questo angolo è l'assoluta quiete che vi regna: sono poche le persone che normalmente vi passeggiano, nonostante i percorsi siano molto vicini ad un borgo turistico come quello di Asolo. La scoperta della Sorgente del Tritone, dell'Antica Vigna, del Castagneto, vi farà entrare nella vita di questo piccolo bosco, in cui il tempo sembra scorrere lento, fino quasi a fermarsi.  Il progetto nasce nel 2014 ed è rivolto alle famiglie ed alle scuole della zona, nonostante sia accessibile a chiunque. Sono stati recuperati 20 ettari di bosco, sui quali sono ben 6 i kilometri di sentieri tracciati, con 3 aree di sosta attrezzate ed 1 aula didattica all’aperto. I 6 giochi didattici interattivi ed il punto per l’osservazione del panorama verso la pedemontana e la zona prealpina sono stati creati per stimolare l'apprendimento dei bambini e dei ragazzi, al fine di rendere la loro visita non solo divertente ma anche istruttiva. Un bel chilometro e mezzo di sentieri davvero intensi.

(tratto da https://www.sharry.land/it/segnalazioni/boscasolo)

Tornando in salita ci potremmo riposare un po’ gustando il panorama sulla Val Cavasia e Possagno da delle belle panchine poste su un cippo che funge quindi da osservatorio.

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Scendiamo e riprendiamo il sentiero principale andando alla nostra sinistra. Procediamo per altri 400 metri sul sentiero ed eccoci in un punto segnato dall’inizio della strada asfaltata e dal cancello di una abitazione sulla nostra sinistra. Siamo sempre in via Forcella. Di lì a 300 metri sulla nostra destra e sul crocicchio, il capitello di San Maurizio.
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Teniamo ora la prima a sinistra, via Fornetto. Subito sulla sinistra una splendida costruzione dotata di torre.
ABITAZIONE E TORRE PRESSO SAN MAURIZIO.j
Dopo un iniziale tratto semplice il sentiero sconnesso e molto ripido viaggia in direzione nord. Attenzione, il terreno non è facile!
SCOSCESO A SAN MAURIZIO.jpeg
Circa 400 metri in giù teniamo la sinistra in mezzo al sentiero appena accennato. Nei pressi una abitazione.
ABITAZIONE LOCALITA' PIUMAELLA.jpeg
Siamo in località Piumaella, borgata che si trova alle pendici del colle omonimo.
PIUMAELLA (5).jpg

Scendiamo ora la strada che più avanti diventa asfaltata.

 

Circa 1 km più sotto la strada finisce e ci troviamo nella principale. Ora attraversiamo la strada e andiamo in direzione nord per altri 100 metri. Da un ponte ecco lo scorrere del Torrente Muson.

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Passato il ponte teniamo la sinistra in un sentiero appena accennato al limitare di alcune coltivazioni. Seguiamo il corso del fiume per altri 900 metri sino ad uscire a sinistra in via Casonetto Alto. Facciamo quella via per 200 metri e ritorniamo sulla principale girando a destra. Avanti per 500 metri e quindi su a sinistra in via Monte dei Frati (siamo a quota 119, il punto più basso del nostro viaggio). Dopo circa 200 metri la strada assume la denominazione di via Paradiso. Superato un agglomerato di case la strada si fa sempre più stretta sino a diventare un sentiero che ci porterà dopo circa 900 metri nei pressi di via Colmarion. La percorriamo tutta sino a scendere a sinistra in via Roma e raggiungere dopo 50 metri la Fontana Maggiore e il centro di Asolo, luogo di chiusura del nostro viaggio.